Modellismo Magichands
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Arancia meccanica (A Clockwork Orange) è un film del 1971 diretto da Stanley Kubrick.

Tratto dall'omonimo romanzo distopico scritto da Anthony Burgess nel 1962, è considerato un film di culto, poiché prefigura, appoggiandosi a uno stile fantascientifico - sociologico - politico, una società votata a un'esasperata violenza giovanile, ma non solo, e a un condizionamento del pensiero.
Come nelle favole anche in Arancia Meccanica esiste una morale: la violenza non potrà mai essere addomesticata. Il film è da considerarsi un capolavoro della cinematografia mondiale, nonché un autentico cocktail di generi (fantascienza, drammatico, erotico, grottesco, thriller).

Descrizione

Forte di quattro nomination agli Oscar del 1972 come miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale e miglior montaggio, presentato lo stesso anno alla Mostra di Venezia, Arancia meccanica è rimasto nella storia del cinema, oltreché come fonte di citazioni letterarie e iconografiche, anche grazie al contributo, nella parte non originale, della colonna sonora. Essa recuperava, fra le altre, musiche classiche molto conosciute di Rossini e Beethoven, accentuando la chiave visionaria e onirica del film. Decisivo per la riuscita del film, anche l'apporto di Malcolm McDowell nel ruolo di Alex, pronto e disponibile a tutto, al punto che s'incrinò una costola e subì l'abrasione delle cornee durante le riprese del film.

Quando fu distribuita sul circuito cinematografico, all'inizio degli anni settanta, la pellicola destò scalpore, con una schiera di ammiratori pronti a gridare al capolavoro ma anche con una forte corrente di parere contrario, per il taglio originale e visionario adottato nella narrazione, che faceva ricorso in maniera iperrealistica, ma anche senza indugi speculativi, a scene di violenza.

Il doppiaggio della versione italiana del film venne supervisionato dallo stesso regista e diretto da Mario Maldesi, che curerà da quel momento in avanti tutte le versioni italiane dei film di Kubrick assieme all'autore dei dialoghi Riccardo Aragno. Il doppiaggio venne affidato a celebri attori di teatro: si ricordano Adalberto Maria Merli, Oreste Lionello, Paolo Modugno, Luigi Diberti, Gianni Bonagura e Romolo Valli.

Il film è stato trasmesso per la prima volta dalla televisione italiana il 25 settembre 2007 su LA7 dopo 36 anni dall'uscita cinematografica, andando in onda in seconda serata essendo stato abbassato il divieto ai minori dai 18 ai 14 anni; prima della messa in onda la pellicola è stata introdotta dal documentario "La meccanica dell'arancia". L'editrice Einaudi si occupo' della traduzione dell'originale manoscritto intitolando Arancia meccanica anche le successive ristampe del romanzo la cui traduzione, compresa la reinvenzione del gergo Nadsat, era stata affidata a Floriana Bossi, e tutte le traduzioni poi vennero in uso nel film per il titolo ed i contenuti.

Titolo

Il titolo originale in inglese, A Clockwork Orange, è una frase Cockney "strano come un'arancia ad orologeria", originariamente utilizzata comunemente nell'East London. La frase inglese indica qualcosa di bizzarro internamente, ma che appare normale e naturale in superficie.

Nel 1986 Burgess nel suo saggio A Clockwork Orange Resucked, chiarì questo concetto scrivendo che una creatura che può solo fare il bene o il male ha l'apparenza di un frutto amabile caratterizzato da colore e succo, ma in effetti internamente è solo un giocattolo a molla pronto a essere caricato da Dio, dal Diavolo o dallo Stato onnipotente, e a far scattare la propria violenza, appunto, come un mero e semplice congegno meccanico caricato a molla.

Nel romanzo, a differenza che nel film, viene espressamente precisato più volte come A Clockwork Orange fosse il titolo del testo a cui stava lavorando lo scrittore F. Alexander, vittima della visita a sorpresa.

Trama

In Inghilterra, nella zona della Grande Londra, nel vicino futuro preconizzato dall'autore negli anni sessanta vive Alexander DeLarge (o Alexander Burgess come appare in effetti nei titoli di un quotidiano verso la fine del film). Alex è un giovane, di famiglia della media borghesia, eccentrico, antisociale e capo della banda criminale dei Drughi (nella versione originale Droog - dal russo друг, amico -); i Drughi trascorrono il tempo dedicandosi a sesso, furti e ultraviolenza, termine con il quale Alex indica le estreme violenze gratuite perpetrate dalla sua banda, e, nella scena iniziale, Alex ne presenta i componenti: Pete, Dim e Georgie, mentre si trovano seduti al Korova Milk Bar sorseggiando lattepiù, ossia latte migliorato con anfetamina (mescalina nel doppiaggio italiano) e altre sostanze.

La stessa notte la banda commette molti atti criminosi quali aggredire un barbone ubriaco a calci e a bastonate, affrontare in una rissa una banda rivale, vestita con uniformi da SS, comandata da un certo Billy Boy, scorrazzare per le strade di campagna a bordo di una fiammante Durango 95, provocando caos e incidenti, e infine praticando quello che Alex DeLarge definisce il numero "visita a sorpresa", che consiste nel recarsi in una casa, in questa occasione nella villa dello scrittore Frank Alexander, per rapinare e, nel caso, aggredirne gli abitanti; Alex, aiutato dai Drughi, prima malmena lo scrittore, cantando Singin' in the Rain e poi ne violenta la moglie. Soddisfatti della serata, i Drughi si ritirano di nuovo al Korova Milk Bar. Alex è un acceso appassionato di musica classica e soprattutto di quello che definisce affettuosamente Ludovico Van (Beethoven); nel locale Korova, frequentato da artisti e personaggi televisivi, una donna improvvisa un bel canto, precisamente un brano della nona sinfonia. Al termine Dim, uno dei Drughi, sbeffeggia la cantante e Alex si indigna per il gesto incivile colpendogli violentemente le gambe con il suo bastone. Il Drugo non accetta il richiamo e sfida Alex lasciandogli la scelta delle armi ma, quando questi si mostra tutt'altro che impaurito e gli propone una sfida al coltello, Dim si scusa dicendo di essere stanco, suggerendo al gruppo di terminare la serata e di andare a dormire, trovandone il consenso. Giunto a casa, Alex nasconde il bottino delle scorrerie sotto il letto, e, ascoltando la Nona di Beethoven, immagina epiche scene di violenza, come esecuzioni, esplosioni, ed eruzioni vulcaniche.

La mattina seguente la madre sprona Alex ad andare a scuola, ricordandogli che non ci è andato mai durante la settimana ma Alex le risponde che soffre di un terribile mal di testa e non andrà per non danneggiare la sua educazione; ella accetta passivamente le motivazioni del figlio riferendole al marito, chiedendosi quale lavoro notturno svolga il figlio, ma, non potendo o non volendo approfondire la questione, i genitori si dimostrano completamente impotenti.

Alzatosi da letto, Alex scopre che la madre ha fatto entrare in casa il signor Deltoid, suo ispettore giudiziario minorile: Deltoid gli ricorda che è già stato condannato una volta, e un'altra eventuale condanna lo porterebbe non più al minorile ma in carcere e questo per lui rappresenterebbe un fallimento che non intende accettare; gli riferisce che è a conoscenza della rissa con la banda di Billy Boy, che sono stati fatti i loro nomi ma mancano le prove per incriminarli. Alex spudoratamente tranquillizza Deltoid, affermando di essersi tenuto lontano dai guai e che la polizia non è sulle sue tracce.

In seguito Alex esce e si reca in un negozio di dischi per ritirare una sua ordinazione e al bancone vede due belle ragazze che decide di invitare a casa "per ascoltare la musica" e, giunti a destinazione, i tre hanno un rapporto sessuale col sottofondo del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini

Più tardi, scendendo le scale del suo condominio, Alex trova i Drughi ad aspettarlo: Dim si mostra sarcastico e Alex non accetta il suo atteggiamento, ricambiando minaccioso le sue battute ma Georgie, un altro Drugo, lo blocca dicendogli che ci saranno delle novità; la prima è quella che Alex non dovrà più sfottere Dim, la seconda è il dissenso sulla spartizione del bottino delle scorrerie della banda, che finisce per la maggior parte nelle mani di Alex, e infine accenna a un piano per un furto da consumarsi quella stessa notte. Usciti dal palazzo Alex riflette, pensando che da quel momento Georgie sarebbe stato il capo della banda e lui avrebbe preso le decisioni con l'appoggio di Dim e perciò decide di ristabilire le posizioni: mentre il gruppo sta camminando accanto a un lago artificiale, Alex assale selvaggiamente i due e li getta in acqua, ferendo Dim a una mano, e, dopo la rissa, il gruppo si ritrova in un pub, dove Alex ribadisce la sua leadership e convince Georgie a illustrargli il piano che aveva in mente.

L'idea è quella di rapinare, con le stesse modalità della "visita a sorpresa", una casa, adibita a clinica per dimagrire, dove vive l'attempata proprietaria, sola in compagnia di un grande numero di gatti; la sera stessa i quattro si presentano alla porta ma la donna, allarmata dal precedente episodio di violenza appreso dai giornali, decide di non aprire e di chiamare la polizia. Alex nel frattempo è già entrato da una finestra e, dopo uno scambio di feroci battute, i due accennano a una rissa: lei armata di un soprammobile e lui con una scultura a forma di fallo, con la quale la colpisce. Una volta uscito, udendo le sirene della polizia, suggerisce ai Drughi di fuggire ma i tre lo stanno aspettando e Dim lo colpisce con una bottiglia di latte in faccia, lasciandolo ferito in balia della polizia.

Arrestato, viene dapprima picchiato dai poliziotti che mal sopportano la sua strafottenza e poi, appresa la notizia da Deltoid, nel frattempo sopraggiunto, della morte della donna, riceve da questi uno sputo in faccia, dovuto alla rabbia per il suo fallimento. Dopo un breve processo viene condannato a 14 anni di carcere per omicidio.

Alex in carcere si sente come una preda tra predatori, tra uomini violenti e perversi quanto e più di lui, e così decide di mantenere una buona condotta accattivandosi le simpatie del cappellano, imparando a memoria versi della Bibbia che in realtà gli richiamano episodi di violenza che evidentemente gli mancano. Durante la detenzione viene a conoscenza dell'iniziativa del nuovo Governo in carica, che promette la scarcerazione immediata, a patto che ci si sottoponga a un innovativo programma di "rieducazione", il trattamento Ludovico. Dopo essersi fatto notare dal ministro degli interni durante la sua visita in carcere Alex viene scelto per il trattamento e, con il pensiero rivolto alla scarcerazione, accetta tutte le condizioni, venendo trasferito in un centro medico dove inizia la cura, la quale consiste nella somministrazione di farmaci, unita alla visione di lungometraggi dove sono contenute scene di violenza.

La visione delle pellicole è "obbligata" dalla posizione di Alex, posto legato a breve distanza dallo schermo e con delle mollette che lo costringono a tenere gli occhi aperti e questa, insieme all'effetto dei farmaci, inizia a provocare in lui delle sensazioni di dolore e di nausea che tendono ad aumentare a mano a mano che il trattamento prosegue fino a coinvolgere, oltre alle immagini di violenza e di sesso, anche la musica di sottofondo della proiezione che, durante la visione di un documentario su Hitler, è la nona Sinfonia di Beethoven.

Al termine della cura Alex viene portato in una sala e sottoposto ad alcune prove a cui assistono, oltre al ministro degli Interni, alcune importanti autorità. Lo scopo è mostrar loro il buon risultato del condizionamento: nella prima prova Alex subisce i maltrattamenti e le umiliazioni da parte di un uomo ai quali il ragazzo non riesce a reagire poiché, appena cerca di farlo, viene assalito dalla fortissima sensazione di nausea; nella seconda parte del test entra in sala una bellissima ragazza semi nuda ma Alex, appena allunga le mani verso i suoi seni, viene nuovamente colto dalla nausea e si accascia a terra dolorante. Il Ministro osserva compiaciuto il successo del trattamento Ludovico, nonostante l'obiezione del cappellano del carcere che contesta l'annullamento del libero arbitrio nei confronti del soggetto rendendolo incapace di difendersi, e decide di farlo entrare immediatamente in vigore come soluzione ai problemi della criminalità violenta e del conseguente affollamento delle prigioni.

Alex viene scarcerato ma il suo rientro nella società è tragico: i genitori hanno affittato la sua stanza a un ragazzo e, quando questi si mostra ostile nei suoi confronti, egli vorrebbe aggredirlo ma viene bloccato dalla nausea, allontanandosi dalla casa senza essere trattenuto dai familiari; vagando per la città incontra casualmente il barbone, aggredito in precedenza da lui e dagli altri Drughi, il quale, dopo averlo riconosciuto, si vendica picchiandolo insieme ad altri anziani nullatenenti. Alex non riesce a reagire e viene salvato da due poliziotti ma, una volta riavutosi, si accorge che i due agenti sono Dim e Georgie i quali, divenuti agenti e memori delle sue prepotenze, lo portano fuori città ammanettato e lo torturano immergendogli la testa in una vasca e percuotendolo con il manganello.

Ferito e disperato Alex raggiunge una casa per chiedere aiuto ma la casa è quella dello scrittore Alexander, ora invalido e vedovo dopo la morte della moglie, dovuta a suo pensare dallo shock che la donna ha subito durante lo stupro. Egli riconosce Alex come la vittima del trattamento Ludovico e promette di aiutarlo ma, mentre il giovane è nel bagno cantando Singin' in the rain, egli riconosce la voce dell'autore della violenza subita. A quel punto egli convoca a casa sua dei cospiratori politici allo scopo di screditare il governo e la sua terapia, compiendo nel contempo la propria vendetta: fa ascoltare ad Alex la nona Sinfonia di Beethoven, il cui effetto lo convince a cercare nella morte la liberazione dalla sua sofferenza, gettandosi dalla finestra.

Alex si risveglia molto tempo dopo in un letto d'ospedale dove, raggiunto dai genitori, li respinge, memore del loro comportamento durante e dopo la permanenza in carcere; nel periodo della convalescenza, una psichiatra gli fa un test nel quale egli deve aggiungere la battuta mancante in alcune vignette ed egli risponde con spacconeria e strafottenza, realizzando presto di non provare più il malessere che accompagnava la propria aggressività, mutamento dovuto probabilmente allo shock intervenuto a seguito del tentato suicidio e alle cure ricevute durante il coma, mentre giornali e riviste, venuti a conoscenza dell'accaduto, attaccano duramente il governo per i metodi coercitivi usati su di lui.

Un giorno Alex riceve la visita del ministro degli Interni, preoccupato per lo scandalo causato dalla vicenda, il quale, con atteggiamento remissivo e conciliante, gli offre il proprio appoggio e quello del governo in cambio della sua benevolenza e collaborazione, al fine di assicurare la buona fede e soprattutto la tenuta del governo, rassicurandolo sul fatto che lo scrittore è stato messo, insieme ai suoi colleghi, in condizione di non nuocergli più. Alex accetta, assicurandosi prima che la sua vita potrà proseguire con un buon lavoro, una buona posizione e una retribuzione adeguata.

La macchina della propaganda si mette immediatamente in moto e un grande numero di giornalisti e di fotografi entra nella stanza dove i due, stringendosi la mano, rassicurano l'opinione pubblica in merito alla loro nuova collaborazione e amicizia, dando inizio alla nuova vita di Alex, il quale, in un attimo, la immagina fatta di sesso, musica e libera dalle angosce dovute alla legge, poiché egli ora lavora per essa.

"La Durango 95 filava molto karascov,

con piacevoli vibrazioni trasmesse al basso
intestino.

Ben presto alberi e buio fratelli, vero buio di campagna."

 

L'auto di Alex (Malcolm McDowell) chiamata "Durango 95" è una M-505 Adams Probe 16 targata DAV 485Q.

In totale furono costruiti solamente 3 modelli tra il 1969 e 1970, ed al giorno d'oggi ne sopravvivono solo due esemplari in mano a due collezionisti (Phil Karam e Colin Feyerabend).

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tucker, un uomo e il suo sogno (Tucker, the Man and His Dream) è un film del 1988 diretto da Francis Ford Coppola.

Trama

Preston Tucker, progettista di talento e ricco di iniziativa, lancia nel 1946 in America un'auto rivoluzionaria, contenuta nei consumi e nel prezzo. Grazie al prestito di un amico, Tucker compera dal governo dei

capannoni in disuso ed inizia la produzione della vettura utilizzando pezzi reperiti qua e là. Riesce a
costruirne 50 esemplari, ma le tre grandi case di Detroit cominciano a boicottare l'inventore. E' allora che il miliardario Howard Hughes scende in campo con Tucker. Contestato, spiato, Tucker è accusato di frode e compare davanti ad un tribunale.

Storia

Subito dopo la Seconda guerra mondiale l'imprenditore Preston Tucker vide l'opportunità di entrare nel mercato dell'automobile. Il governo degli Stati Uniti stava svendendo all'asta fabbriche dismesse della produzione bellica e Tucker rilevò lo stabilimento che era servito alla produzione di motori per le "fortezze volanti", fondando così la Tucker Corporation.

Per la sua auto Tucker volle un'impostazione decisamente innovativa sia sotto il profilo meccanico che del design, dell'aerodinamica e della sicurezza. Le sue specifiche iniziali prevedevano un motore posteriore trasversale di 9650 cm³ con un regime di rotazione di poco più di 1000 giri per garantire silenziosità e durata, i freni a disco, l'alimentazione ad iniezione e soluzioni per la sicurezza attiva e passiva molto avanzate per l'epoca. Il progetto era ambizioso e solo una parte di queste specifiche venne adottata.

Il designer Alexander Sarantos Tremulis, noto fino dagli anni trenta per aver contribuito alla realizzazione di celebri modelli Auburn, Cord e Duesenberg, fu ingaggiato il 24 dicembre 1946 e completò i disegni dell'avveniristica carrozzeria in soli sei giorni. Il 31 dicembre 1946, Tucker approvò il progetto, chiamando la vettura "Torpedo".

Dopo una grande campagna pubblicitaria il primo prototipo venne presentato il 19 giugno 1947.

La Tucker Torpedo

La grandiosa presentazione, al cospetto di migliaia di persone, rischiò di essere disastrosa, il prototipo ebbe all'ultimo minuto problemi alle sospensioni ed al motore e Tucker improvvisò per due ore mentre i suoi tecnici provvedevano alle riparazioni d'emergenza. Infine venne spinta a mano sul palco e accolta dagli applausi; fu un notevole successo di pubblico ma per la versione definitiva si intervenne con importanti e ripetute modifiche.

Il motore inizialmente scelto da 9650 cm³ non funzionava a dovere e si optò per dei motori di produzione della Franklin Engine Company originariamente destinati agli elicotteri e raffreddati ad aria, modificati dagli ingegneri della Tucker con il raffreddamento ad acqua. Questo 6 cilindri boxer in lega leggera aveva una cilindrata di 5500 cm³ per una potenza di 166 cv mantenendo e superando la promessa di 150 cv di Tucker il quale acquistò la Franklin per garantirsi la fornitura dei motori.

Altro elemento critico era la trasmissione di derivazione Cord; originariamente destinata a motori e trazione anteriori, era mal funzionante sulla "tutto dietro" Tucker ed inoltre difficilmente gestiva i 166 cv del motore. La trasmissione passò così da automatica a manuale, ad un tipo a preselezione a comando elettrico ed infine, derivata dal progetto Dynaflow della Buick, una speciale trasmissione automatica denominata Tuckermatic. Anche sotto questo aspetto i problemi non erano però finiti, infatti ci furono difficoltà di innesto della retromarcia, problema poi risolto, ma la cosa venne ripresa con scherno dalla stampa minando così la reputazione della macchina.

Nell'aspetto estetico la vettura si presentava con caratteristiche molto avanzate, in particolare nel design aerodinamico, con un eccellente Cx di 0,27 e con innovative soluzioni dedicate al comfort e soprattutto alla sicurezza. Per ottenere una buona aerodinamica la vettura era alta solo 1524 mm (60") ma per facilitare l'accesso le portiere avevano l'apertura che continuava fino al tetto, soluzione ripresa solo molto più tardi da altri costruttori. Al posto di guida presentava una plancia con tutti i comandi raccolti intorno al volante ed il cruscotto aveva un'abbondante profilo imbottito che continuava lungo le porte. L'ampio parabrezza in due parti era eiettabile in caso di incidente ed erano previste le cinture di sicurezza. Nella carrozzeria erano incorporati ben tre rollbar a protezione dell'abitacolo e il piantone dello sterzo era di tipo collassabile. Caratteristico era il faro centrale girevole collegato allo sterzo per illuminare la strada in curva.

La Tucker aveva un passo di 3251 mm (128") e una lunghezza di 5560 mm (219"). Le ampie carreggiate di 1600 mm all'anteriore e 1651 mm al posteriore, la larghezza di due metri del corpo vettura e le sospensioni indipendenti le conferivano un buon controllo di guida e stabilità anche alle alte velocità fino a quella massima (stimata) di 120 miglia orarie (circa 193 km/h), straordinaria per una berlina dell'epoca.

Delle 51 vetture completate ben 47 sono sopravvissute, compreso il primo prototipo detto "Tin Goose", conservato allo Swigart Antique Auto Museum in Pennsylvania, che è la vettura "numero zero", le altre hanno una numerazione di serie dal n. 1001 al 1051 ma quest'ultima non è considerata tecnicamente una delle 51 Tucker originali (50 più la "Tin Goose") in quanto fu acquistata non finita e completata solo negli anni '80.

La valutazione di queste rarissime auto è in costante crescita: la vettura con il numero di serie 1043 venduta in un'asta in Arizona nel 2004 per 495.000 dollari è stata poi acquistata nel 2005 per una collezione privata alla cifra di 750.000 dollari, nel 2006 la vettura 1036, malgrado una stima di 700.000 dollari, è stata venduta all'asta per 577.500 dollari, cifre abbondantemente superate nel 2008 con la vettura 1038, battuta all'asta con una stima iniziale tra 500.000 e 600.000 dollari, è stata aggiudicata alla cifra record di oltre un milione di dollari.

Nella foto la Tucker Torpedo 1948.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 American Gigolò è un film del 1980 diretto da Paul Schrader.

Trama

Julian Kay è un gigolò, amato dalle donne per la prestanza fisica e la bellezza mascolina. Inizialmente alle dipendenze di Anne, si ritrova a lavorare per Leon, uomo senza scrupolo alcuno.

Julian incontra per caso Michelle Stratton, moglie del senatore Charles, ed i due si innamorano. Leon nel frattempo induce Julian a concedere una prestazione ad una coppia depravata, i Rheyman. La signora Rheyman viene trovata uccisa in modo cruento e Julian si trova tra gli indiziati, incalzato dal detective Sunday. Abbandonato da tutti, capisce di essere oggetto delle macchinazioni del senatore Stratton, aiutato da Leon. Incapace di difendersi, incontra direttamente il senatore ed alla ricerca della verità Julian mette alle strette Leon che accidentalmente precipita dalla finestra dopo un'accesa discussione con Julian. Quest'ultimo viene a questo punto arrestato con l'accusa di omicidio, dal quale verrà però scagionato da una cameriera che lo ha visto tentare di salvare Leon. Michelle resasi conto del cinismo del marito, candidato al ruolo di governatore della California, e dell'amore che prova per Julian, come prova estrema d'amore abbandona il tetto coniugale e scagiona Julian fornendogli un alibi di ferro affermando di aver trascorso con lui la notte durante la quale è stato commesso l'omicidio.

Julian Kay interpretato da Richard Gere guida una Mercedes SL 450.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Taxi Driver è un film del 1976 diretto da Martin Scorsese e scritto da Paul Schrader, vincitore della Palma d'oro al 29º Festival di Cannes.

Considerato da molti uno dei più importanti e controversi film del cinema statunitense, è stato acclamato per le sue scene di forte impatto e per il suo ruvido realismo. È stato spesso definito un film esistenzialista, sia per lo stile narrativo sia per l'ispirazione che Schrader e Scorsese hanno tratto dai romanzi di Dostoevskij, come Memorie dal sottosuolo e Delitto e castigo. Il film ha reso celebri entrambi i suoi attori protagonisti, Robert De Niro e Jodie Foster, quest'ultima solo tredicenne quando il film fu distribuito.

L'autore della colonna sonora è il celebre Bernard Herrmann (1911-1975), noto per la sua collaborazione con Alfred Hitchcock (in particolare per Psyco). Fu la sua ultima composizione, Herrmann morì prima che il film uscisse nelle sale. Taxi Driver è dedicato alla sua memoria.

Si trova al trentunesimo posto, ex aequo con Il padrino - Parte II, nella classifica dei migliori film di sempre redatta dai critici e pubblicata dalla rivista inglese Sight and Sound nel 2012, mentre in quella redatta dai registi si trova al quinto posto.

Trama

New York: Travis Bickle è un ventiseienne alienato, isolato, depresso e sessualmente frustrato, ex marine reduce del Vietnam congedato nel 1973; egli soffre di una insonnia cronica che lo porta a lavorare come tassista
notturno. Di giorno spende il suo tempo libero in solitudine, scrivendo
un diario e guardando la televisione, e, quando esce, il suo unico
svago è la visione di film pornografici in squallidi cinema a luci rosse, mentre di notte guida il suo taxi per tutti i quartieri di New York e le sue uniche frequentazioni sono alcuni colleghi che incontra in un bar durante la pausa.

Travis è affascinato da Betsy, un'impiegata dello staff elettorale del senatore di New York Charles Palantine, candidato alle elezioni presidenziali, il quale promette grandi cambiamenti sociali. La donna è inizialmente
colpita da Travis e, dopo un breve corteggiamento, accetta un appuntamento con lui ma l'incontro, a causa della sprovvedutezza di lui, che non riesce ad uscire dalla sua routine portandola in un cinema a
luci rosse, si risolve in un fallimento e la donna si allontana con l'intenzione di non rivederlo più.

Travis è disgustato da quello che considera il degrado morale che lo circonda e quando una prostituta di 13 anni di nome Iris (come il personaggio dell'opera di Pietro Mascagni, dove la protagonista viene rapita con l'inganno e indotta alla prostituzione), entra una notte nel suo taxi cercando di fuggire dal suo
protettore, Travis cerca in tutti i modi di salvarla dal suo destino; la ragazza però non sembra affatto intenzionata a farsi aiutare, spiegando che probabilmente era "fatta" quando aveva cercato di scappare e che il suo protettore e amante Matthew "Sport" si prende molta cura di lei.

Travis, inascoltato anche quando ritiene di compiere una buona azione e sempre più solo, comincia a soffrire di gravi disturbi psichici e decide di comprare delle pistole e con queste di uccidere il senatore
Palantine durante un comizio poiché, a suo pensare, egli rappresenta tutta l'ipocrisia della società statunitense, i nemici che ha sempre tentato di combattere e che non ha mai avuto il coraggio di affrontare, ma, al momento di compiere l'attentato, viene individuato tra la folla dalle sue guardie del corpo, riuscendo
fortunosamente a sfuggire alla cattura.

La sera stessa si reca nella zona dove lavora Iris, provoca il suo protettore "Sport" e finisce con lo sparargli all'addome; quindi, dopo essersi fermato qualche istante sulle scale dell'edificio dove si prostituisce la tredicenne, sale verso la stanza della giovane e, ormai fuori controllo, spara anche all'affittacamere, ferendolo. Viene però a sua volta ferito di striscio al collo da Sport, nel frattempo sopraggiunto alle sue spalle, sanguinante ma ancora vivo, e subito freddato da Travis; identica sorte subisce un mafioso
che si trovava nella stanza con Iris, dopo che questi lo aveva ferito al braccio, e infine l'affittacamere, finito con un colpo alla testa nonostante la supplica disperata della ragazza di non sparare. Terminata la sua "missione" Travis cerca di suicidarsi ma tutte le pistole a sua disposizione non hanno più munizioni e sfinito si adagia sul divano dove osserva gli agenti di polizia accorsi a causa della sparatoria.

I frammenti dei quotidiani, ritagliati ed appesi al muro, uniti alla lettera spedita dai genitori di Iris che lo ringraziano per aver liberato la loro figlia, dimostrano che la città si è accorta di lui, considerandolo un eroe metropolitano; anche Betsy sembra voler tornare sui suoi passi salendo sul suo taxi, ma Travis considera quella vicenda chiusa e si allontana dopo avere offerto la corsa alla donna e l'ultimo sguardo del tassista, riflesso sullo specchietto retrovisore, non chiarisce se egli sia veramente cambiato.

Il Taxi Cheker Cab A8 Marathon del 1975 guidato da Travis Bickle (Robert De Niro)

 

cinturoni, fondine, scatole porta armi